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Articoli Monica Caprio

Articoli Monica Caprio - Studio Olistico Monica Caprio

Elenco Articoli Monica CAPRIO 1° pagina

  

Premetto che tutti i miei articoli sono stati Depositati in SIAE.

Pertanto possono essere citati, ma non modificati.

 

1° Chi è lo Stalker?

2° La Memoria dell'Acqua

3° La Melatonina è la chiave dell'immortalità

4° L'estate nella Riflessologia Plantare

5° L'uso degli olii essenziali

6° Il muscolo Psoas

7° L'ascolto

8° Perchè associare l'Aromaterapia all'Astrologia?

9° Il Massaggio Craniosacrale

 

 

 

 

Chi è lo Stalker?

Chi è lo Stalker? - Studio Olistico Monica Caprio

Lo stalker, detto “molestatore assillante”, è una persona che vive un disagio psichico di cui spesso non è consapevole e che non sa gestire .

In genere si pensa sia di sesso maschile , ma è bene tener conto che , quando si parla di stalkeraggio psicologico,è indipendente dal sesso di una persona,

poiché anche le donne possono mettere in atto questo tipo di comportamento per influenzare o danneggiare un altro individuo dello stesso sesso o del sesso opposto.

Vediamo insieme di cosa si tratta.

E’ complesso e dalla difficile diagnosi clinica stabilire cosa si intenda per stalker: se trattasi di una persona disturbata,con problematiche psichiche o psichiatriche, aggressiva, soltanto minacciosa, se i suoi comportamenti si trasformeranno poi in azioni,

se ha perso aderenza con la realtà, se è così solo durante una particolare fase della sua vita, o soltanto con una donna / uomo e non con altre, per sempre, saltuariamente, se si tratta di una dipendenza affettiva, di un mal d’amore, ecc.

Dal punto di vista psicologico, lo stalker attua dei comportamenti molto simili a quelli messi in atto da chi soffre di dipendenza affettiva;

è infatti intrusivo ed insistente, non regge la distanza, il rifiuto, necessita di “dosi di presenza” dell’altro sempre maggiori, nega la realtà perché troppo dolorosa e nega la mancanza d’amore.

Lo stalker, desidera ad ogni costo avere un contatto con quella che viene designata come la sua “vittima”,

generalmente trattasi di conoscenti o di ex fidanzate/i con le /i quali ha intrattenuto una relazione sentimentale, anche breve, spesso mal conclusasi.

La vittima è comunque protagonista della sua vita fantasmatica, che è stata oggetto di “fantasie amorose”,

ricambiate o presunte e che ha poi espresso il desiderio di interrompere la relazione, perché giunta al termine o nociva.

A volte, però, lo stalker può essere anche un estraneo, un conoscente, un familiare, un amico,un vicino di casa, mosso da un forte investimento affettivo (sentimenti di odio o amore).

L’elemento clinico determinante è la “fissazione” sul suo ipotetico oggetto d’amore, che si tratti di una relazione reale, esistita in passato o esistita solo nel suo immaginario e fantasia.

Con la parola inglese “stalking”, si intende pedinare, braccare, fare la posta, terminologia che da’ il senso delle “molestie assillanti”, con l’unico scopo di attirare a sé e possedere la vittima, preda, predestinata e sempre fortemente desiderata.

Lo stalking è una persona che mette in atto tutta una serie di comportamenti intenzionali, predeterminati, ostili e minacciosi e soprattutto persistenti, finalizzati all’inseguimento o alla molestia, spesso psico-fisica, di un'altra persona, solitamente amata.

 

La letteratura internazionale evidenzia che per parlare di stalking devono essere presenti ben tre elementi:

1- un soggetto, detto stalker, che palesa un disagio psicologico, corredato da tutta una serie di comportamenti inadeguati, persecutori e lesivi la libertà della vittima. Deve essere presente inoltre una fissazione ideo-affettiva nei confronti della vittima predestinata;

2- una sequenza comportamentale (stalking behavior) ossessiva, caratterizzata da atti di sorveglianza, controllo, di comunicazione assillante e perentoria e di ricerca continua di contatto;

3- la persona scelta dallo stalker, detta stalking victim, è sempre un soggetto che ovviamente non gradisce tali comportamenti, vivendoli come invasivi, minacciosi, ostili e limitanti la sua libertà e qualità di vita.

La vittima sviluppa un senso di ansia, paura cronica ed altre, non sottovalutabili, problematiche psicologiche.


I comportamenti che mette in atto lo stalker :

Telefonate infinite ed insistenti, sms, pedinamenti, lettere e fiori, appostamenti vari, violazione di domicilio, visita sul luogo di lavoro, minacce di violenza, violenza fisica e sessuale, psicologica ...fino ad arrivare a comportamenti estremi come tentato omicidio ed omicidio.

Il “sottofondo affettivo”, è solitamente la solitudine, la paura, quasi panico, di poter perdere l’oggetto d’amore, il desiderio malsano di recuperare la relazione ed il bisogno di esercitare un controllo sulla vittima/amata.

Le angosce abbandoniche si intersecano a meccanismi improntati a desiderio di vendetta ,per il presunto torto o abbandono subito.

Lo stalker, può soffrire di un disturbo di personalità, magari mai diagnosticato o ancora da diagnosticare, le cui pene d’amore hanno slatentizzato e violentemente fatto emergere.

L’abbandono reale o presunto, gli rievoca pregressi abbandoni ricevuti da possibili figure di riferimento, come genitori o curanti, dando nuovamente vita ad antiche ferite ed antichi copioni affettivi disfunzionali mai adeguatamente elaborati.


Il profilo psicologico dello stalker ha diversi punti in comune con quello del soggetto affetto da dipendenza affettiva.

Lo stalker, è un soggetto avente un “modello di attaccamento preoccupato”, caratterizzato dalla ricerca dell’approvazione dell’altro al fine di rafforzare la propria bassa e compromessa autostima.

La prima tappa per l’organizzazione futura del comportamento disfunzionale è la creazione di una fantasia narcisistica di “legame speciale” con un oggetto idealizzato e/o superiore, basata su pensieri consci (di essere amato, di amare, di condividere il destino con una particolare persona).

Solitamente trattasi di pensieri presenti anche in individui normali, che sono alla base dell’amore e possono culminare in una relazione stabile, ma nello stalker diventano disfunzionali, perché perde aderenza alla realtà e nega il rifiuto.

Lo stalker inoltre, a causa del suo “narcisismo patologico”, è particolarmente sensibile-insensibile al rifiuto, ai sentimenti di vergogna e umiliazione che ne derivano. Per evitare queste emozioni intollerabili si difende con la rabbia e la svalutazione dell’oggetto d’amore.

Quando la vittima è sufficientemente svalutata ,lo stalker “cercatore di intimità”, indirizza i suoi sforzi nel tentativo di costruire una relazione con un partner idealizzato e persiste con le proprie comunicazioni e i propri approcci, incurante o indifferente alle risposte negative da parte della vittima.

La persecuzione, diventa una continuazione della relazione, la cui perdita è percepita come troppo minacciosa e destabilizzante.

Gli individui respinti sono i molestatori statisticamente più pericolosi, in quanto esiste la reale possibilità che lo stalking degeneri in atti di violenza fisica.

La vittima, è un oggetto che dovrebbe compensare carenze personali, affettive e sociali.

Lo stalker “corteggiatore incompetente” non riesce a entrare in sintonia con il partner desiderato, essendo incapace di avvicinare persone dell’altro sesso e di entrare in relazione con loro.


Lo stalking sembra implicare il seguire ossessivamente la vittima, sebbene non in conformità con la definizione di “ossessivo” ed è caratterizzato dal pensiero collegato all’oggetto:

gli stalkers spesso hanno fantasie ossessive di amore, rabbia o vendetta nei confronti delle loro vittime.

Molti stalkers ossessivi pensano e/o fantasticano costantemente sulle loro vittime.

Queste fantasie possono essere orientate verso amore, rabbia o vendetta.

Molti stalkers raramente si mostrano violenti, quando lo fanno, il primo oggetto di violenza è la vittima dello stalking,

il secondo è chiunque venga percepito come un ostacolo, un’interferenza tra loro e la vittima.

Le psicodinamiche dello stalking si riferiscono ai pensieri, alle emozioni e alle difese nella mente dello stalker.

Esiste nella loro mente un’Idealizzazione: pensieri sull’essere amato dalla vittima o amarla, o sull’essere ammirato dalla vittima o ammirarla;

Oppure volersi rispecchiare :essere esattamente come la vittima

Oppure fare da complemento alla vittima, integrarsi con essa;

Oppure volerla gestire ,assoggettandola ai propri pensieri;

Oppure c’è un concetto di fusione:condividere il destino con la vittima.

Monica Caprio

www.monicacaprio.com

La memoria dell'Acqua

La memoria dell'Acqua - Studio Olistico Monica Caprio

Ecco il pensiero di Masaru Emoto sulla creazione, sull’amore, sulla gratitudine, sulla comunicazione con Dio e sulla pace del mondo che verrà.Suona come un testamento morale e spirituale ,di grande saggezza.

Masaru Emoto sosteneva che l’universo è stato creato dal suono. È lo stesso concetto dei Vangeli, nei quali si legge “in principio era il Verbo”.

Esistono otto milioni di suoni nell’universo a cui corrispondono otto milioni di divinità.

Solo che i suoni armonici generano energia creativa, mentre i suoni disarmonici generano energia distruttiva.

Quindi non è vero che nell’universo esiste un’armonia fondamentale.

Bisogna mettersi l’anima in pace su questo, perché se al mondo vi sono delle disarmonie che determinano le liti fra suocere e nuore o le guerre fra nazioni diverse, è in virtù di una legge della fisica.

Anche se il conflitto si crea però, il desiderio di Dio è che le cose siano armoniche.

Tuttavia bisogna accettare che esista la disarmonia come contrappeso all’armonia.

Masaru Emoto ha messo a punto una tecnica originale che consiste nel fotografare i cristalli ottenuti dal congelamento di acqua sottoposta a vibrazioni di parole, brani musicali, ma anche pensieri ed emozioni.

L’acqua dimostra di essere in grado di registrare tale vibrazione, definita in giapponese “hado”.

I risultati degli esperimenti condotti dimostrano che i cristalli d’acqua modificano la propria struttura proprio in relazione ai messaggi che ricevono.

L’acqua sottoposta a vibrazioni di parole e pensieri positivi forma cristalli armonici e meravigliosi, mentre l’acqua sottoposta a vibrazioni negative reagisce creando strutture disarmoniche.

L’essere umano è il massimo della perfezione in natura.

Siamo stati progettati da un insieme di parole bellissime.

Per questo quando pronunciamo parole terribili, anche nella società le cose vanno male.

La scelta delle parole è molto importante e bisogna fare molta attenzione alle parole che usiamo, ad esempio, anche quando si danno istruzioni ai bambini…

Infatti secondo il grande scienziato giapponese le parole più importanti sono:
Amore e gratitudine.

Non a caso il cristallo d’acqua che si crea pronunciando queste parole è bellissimo.

Sono queste dunque le parole bellissime che ci hanno generati.

E lui aveva intuitoIo l’intenzione di Dio nel creare l’universo, veramente una grande intenzione.

La parola Amore corrisponde allo Yang (il principio maschile, attivo). La parola Gratitudine corrisponde invece allo Yin (principio femminile, passivo). Questo è anche il rapporto che c’è fra fuoco e acqua o fra uomo e donna.

E anche nella formula chimica dell’acqua “H2O”, la H sta per lo Yin e la O sta per lo Yang.

Il che significa che si può avere tutto l’amore del mondo

ma se non c’è gratitudine, non vi può essere energia.....

È quando l’amore viene espresso con gratitudine che nasce l’energia.

Anche la vita è amore, mentre la morte è gratitudine. Per questo bisognerebbe morire ripetendo la parola grazie.

Secondo Masaru Emoto noi non siamo riusciti ancora a capire bene cosa sia l’acqua al contrario dei vegetali, che invece lo sanno bene.

I vegetali non scordano mai le parole di gratitudine ed è per questo che il mondo vegetale è così incredibilmente bello!

Gli esseri umani invece ancora non esprimono la gratitudine come dovrebbero, perciò l’amore non arriva spesso a creare.

E questo riguarda anche il nostro organismo.La nostra salute fisica.
Il sistema immunitario in particolare nasce proprio dall’incontro fra amore e gratitudine.

Amore + gratitudine = immunità.

Così come il nostro sistema immunitario, anche il sistema immunitario della Terra è alquanto indebolito ,in questi nostri tempi controversi…

Il mondo attraversa un momento terribile; stiamo facendo la guerra nel ventre di nostra madre e stiamo facendo molto male.

Calamità naturali e terrorismo sono infatti le conseguenze dell’indebolimento del sistema immunitario della Terra, il quale sta arrivando davvero ai minimi termini.

Occorre inviare amore e gratitudine alla Madre Terra.

Ricordate la formula di Einstein E = mc2?

Questa formula può essere letta anche come:
M = Massa = numero di persone nel mondo;
C = qualcosa di tanto veloce quanto la luce = la Coscienza Umana, elevata alla potenza.

Letta così, la famosa formula della relatività ci dice che tutta l’energia è creata dalla consapevolezza umana.

Pare però che il DNA attivo sia pari solo al 3 % del totale, il che significa che la nostra consapevolezza è
appunto del 3% rispetto a quello che potrebbe essere.

Ecco perché siamo in pericolo e in grave crisi.

Quello che dobbiamo scoprire è la parte dell’iceberg che si trova ancora sott’acqua.

E sapete chi sarà ad illuminare questa parte nascosta, che si trova ancora nell’oscurità?

Secondo il grande scienziato sara’ la gente comune, saremo tutti noi in realtà a farlo.

Ciò che si trova in superficie è monopolizzato dai potenti e dagli scienziati. Ma ciò che va sviluppato è proprio il nostro approccio all’acqua, poiché la vera natura dell’acqua, la quintessenza, è direttamente correlata alla gente comune.

Entro breve tempo l’acqua diverrà protagonista nella consapevolezza della gente, anche se ovviamente i potenti non vogliono che ciò accada.

Questo è il motivo per cui chi fa ricerche sull’acqua viene messo a tacere e ignorato dall’informazione, perché la consapevolezza è uguale al DNA ed è qualcosa che tutti abbiamo ricevuto da Dio.

E qui si spiegherebbe anche la presenza di acque miracolose come quelle Lourdes in Francia o della Misericordia in Italia.

Il DNA consiste infatti nelle informazioni che abbiamo ricevuto direttamente da Dio.

È stato scoperto che nel DNA c’è una colonna d’acqua. Quindi le due eliche che lo compongono potrebbero rappresentare il padre e la madre, ma questa colonna d’acqua che vi è al suo centro, prosegue dritta proprio fino a Dio.

Michelangelo, dipingendo il dito di Dio e quello dell’uomo, ebbe una grande intuizione.

Fra dito di Dio e quello di Adamo infatti non vi è contatto nel dipinto del Giudizio Universale. Il collegamento fra i due in realtà è l’acqua, il più potente conduttore di informazioni che esista in natura.

Cristo, Buddha, Maometto certamente lo hanno fatto, ma ciascuno ha il proprio sistema personale per accedere a tali informazioni.

Il mistero del DNA e della colonna d’acqua che ci collega a Dio sono secondo Masaru ,Amore e gratitudine, acqua e rispetto. Il “collegamento” con Dio siamo noi stessi.

Basta solo amare, fidarsi ed essere grati all’acqua di cui siamo fatti, dalla quale ci arrivano tutte le informazioni divine necessarie in ogni momento.
Nel 2005 Masaru Emoto è stato chiamato a parlare alle Nazioni Unite e pronuncio ‘ queste parole:”Sarà la filosofia dell’acqua che in futuro diverrà qualcosa di centrale e che porterà finalmente la pace.

Monica Caprio 
www.monicacaprio.com

La Melatonina è la chiave per l’immortalità?

La Melatonina è la chiave per l’immortalità? - Studio Olistico Monica Caprio

La Melatonina è la chiave per l’immortalità?

La melatonina è una molecola dal potenziale energetico immenso che viene prodotta dalla ghiandola pineale situata nel nostro cervello


Fino a circa trent’anni fa si riteneva che la ghiandola pineale fosse sostanzialmente inutile.

Alcuni scienziati ritenevano che si trattasse di un organo che nel corso della storia evolutiva dell’uomo aveva perso ogni funzione, fino a diventare superfluo.

Oggi alcuni ricercatori hanno dedicato tutti i loro studi a cercare di comprendere questa ghiandola, che si è svelato non essere affatto superflua, ma anzi “il regolatore dei regolatori”, in grado di decidere al durata della nostra vita.

La melatonina è una molecola dal potenziale energetico immenso che viene prodotta dalla ghiandola pineale situata nel nostro cervello.

Con l’avanzare dell’età la produzione di questa sostanza diminuisce e il nostro organismo interpreta questo calo come un ordine a invecchiare.

Walter Pierpaoli, lo scienziato famoso in tutto il mondo per la scoperta delle proprietà anti-invecchiamento della melatonina, ha dedicato gli ultimi decenni per cercare di accedere al potenziale della ghiandola pineale e scoprire se ristabilendo i valori giovanili di melatonina il corpo possa mantenersi vivo e forte molto più a lungo, forse per sempre?


L’INVECCHIAMENTO E’ UN PROGRAMMA PRESTABILITO

“L’invecchiamento è un programma evolutivo del cervello dei mammiferi.

Questo programma si esprime attraverso il sistema ormonale, la cui funzionalità ciclica, giornaliera e stagionale, è a propria volta controllata strettamente da una particolare ghiandola, la ghiandola pineale.

Questo significa che, così come nel corso della vita umana si innestano a tempo debito fenomeni quali la crescita o la pubertà, a un certo punto un vero e proprio orologio interno indica che è il momento di invecchiare.

LA MELATONINA E’ LA CHIAVE PER RIMANDARE ALL’INFINITO L’INVECCHIAMENTO

La melatonina è di fondamentale importanza perché consente alla pineale di lavorare nelle migliori condizioni, di non invecchiare.

Questo significa che tenendo la pineale sempre giovane si può rimandare in linea di principio all’infinito il momento in cui avviene il “lancio” del programma di invecchiamento.

Soprattutto si può consentire alla pineale di produrre in condizioni ottimali le sostanze regolatrici dei ritmi ormonali che, in rapporto con i ritmi planetari delle stagioni, della luce, della temperatura, sono alla base di tutte le funzioni ormonali (basti pensare al ritmo mestruale lunare della donna).

Esse sono indissolubilmente legate a tali ritmi dalla notte dei tempi, e l’estinzione di tali ritmi ormonali pilotati dalla pineale è l’invecchiamento stesso.”


COSA ACCADE CON L’AVANZARE DEGLI ANNI

Il picco nella produzione di melatonina da parte della ghiandola pineale si raggiunge durante la pubertà o subito dopo la sua conclusione.

Nella maggioranza delle persone al più tardi al raggiungimento dei 25 anni si osserva un calo nella produzione di melatonina.

Con l’aumentare dell’età la pineale comincia a decadere e, come dimostrano le radiografie effettuate su persone anziane, si formano delle calcificazioni (la cosiddetta “sabbia cerebrale”).

Nel corso della nostra vita la ghiandola pineale si comporta come una vera e propria centrale adibita alla produzione di enormi quantità di energia, nonché al controllo e alla regolazione di tutti i sistemi che compongono il nostro organismo.

Con l’avanzare degli anni inizia lentamente ad atrofizzarsi, perdendo molti dei suoi pinealociti – cellule necessarie alla produzione di melatonina e di altre importanti sostanze.

Mano a mano che la pineale perde la propria funzionalità, smette anche di produrre e mettere in circolo la melatonina.

A sua volta l’organismo ha sempre meno energia a disposizione e non riesce più a rispondere rapidamente alle sollecitazioni ambientali.

Il sistema endocrino comincia a lavorare in maniera “irregolare”, si manifestano disturbi del sonno, cresce la sensibilità al caldo e al freddo,

la digestione e la funzione urinaria si fanno più laboriose, il sistema immunitario s’indebolisce e l’organismo è sempre più esposto ai pericoli esterni (infezioni, allergie, sviluppo di cellule tumorali, ecc.);

una catena di eventi che prende il nome diprocesso d’invecchiamento o senescenza.

L’IMMORTALITA’ TERRENA

La scoperta che l’invecchiamento è frenabile e persino reversibile non ha ancora raggiunto la coscienza di molti.

Infatti il lavaggio del cervello dalla nascita ci ha inculcato una visione precisa e indelebile del nostro destino, ove la presenza costante di malattie, ansie e dolori fa parte del “destino” dell’Uomo.

Contrariamente agli Occidentali, gli antichi indù già almeno 5000 anni fa seguivano invece le pratiche e le scienze che senza remore o pregiudizi parlavano di eternità terrena.

Tutto questo suona a noi come delirio.

L’invecchiamento è solo e semplicemente il declino progressivo o rapido (malattie) della ciclicità ormonalelegato al programma iscritto geneticamente nel complesso pinealico.


Nelle antiche pratiche yogiche la ghiandola pineale aveva un ruolo fondamentale, e molte pratiche avevano proprio lo scopo di risvegliarla e di inondarla di energia per sperimentare l’unità col cosmo e attivare le potenzialità latenti dell’essere umano.

CHE COSA FARE PER TENERE TENERE E RIPORTARE IN SALUTE LA PINEALE

Il decadimento della ghiandola pineale e le sue conseguenze sull’organismo umano non sono un “destino ineluttabile”;

al contrario, si tratta di processi che possono essere bloccati, se non addirittura invertiti.

Due ricercatori hanno iniettato melatonina in topi nei quali il decadimento della pineale era già in fase avanzata e dopo pochi mesi hanno osservato che:

la funzionalità della pineale era stata ripristinata e l’organismo aveva ripreso a produrre melatonina in maniera autonoma;

la pelle, ormai rugosa e sottile, era tornata spessa e luminosa;

anche la funzione sessuale era stata ripristinata;

il sistema immunitario si riprendeva a visto d’occhio, consentendo di eliminare cellule tumorali in fase di sviluppo;

l’assunzione di cibo e la digestione erano tornate normali.

I topi che erano stati trattati con la melatonina sopravvissero il 33% del tempo in più rispetto a quelli a cui non era stata iniettata e malgrado l’età estremamente avanzata, i topi trattati con la melatonina godettero fino all’ultimo di una salute di ferro.

Ecco dei consigli pratici:

Praticare il Khechari Mudra

Non usare acqua, dentifrici e chewing gum contenti fluoro,

fluoruro di sodio e derivati;

Dormire in una stanza completamente buia e staccare tutte le prese elettriche e dispositivi che possono generare campi elettromagnetici

Spegnere computer, tablet e smartphone almeno un’ora prima di andare a dormire;

Stare nella natura, esporsi al sole di giorno,

camminare a piedi nudi (suolo naturale come sabbia, sassi, terra).

Monica Caprio

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